La Viennese
Vienna è più bella di quanto mi aspettassi. Ci sono moltissime cose da fare e da vedere, che una settimana non basta. Vienna è il paradiso del ciclista pigro: si può girare in bici al costo complessivo di 1€ o quasi, su una rete ciclabile da invidia, completa di semafori solo per ciclisti.
Persino gli occhi del turista più superficiale e refrattario si riempiono di arte: intere facciate di splendidi palazzi sono ricoperte di motivi Art Noveau, mentre altri edifici sono opere d’arte già a partire dalle fondamenta (il Palazzo della Secessione, o le architetture di Hundertwasser, o le stazioni della metropolitana progettate da Otto Wagner, eccetera).
Il numero di musei che valga la pena di vedere (tra collezioni permanenti e mostre temporanee), supera tranquillamente la media di 2 al giorno, su sette. E non penose esposizioni allestite alla volemosebbene in strutture ridicole. Forse anzi a Vienna è vero il contrario: allestimenti e locations sono a volte più suggestivi di ciò che viene mostrato, e si finisce ad ammirare le porte immense, pesanti e l’atmosfera vagamente inquietante di un museo di Etnologia, piuttosto che la sua collezione permanente, in larga parte inaccessibile.
Sono rimasta ipnotizzata dalle trasmissioni di W24, che manda a tutta callara riprese di metro e treni in corsa, non riuscivo a staccarmi, eppure sembrano (e a volte sono) tutte uguali, un’unica infinita ripresa di viaggi su rotaie da un capolinea all’altro. Qui sotto un tipico esempio, non include i miei commenti partecipi quali togliti di mezzo idiota, il tram ha la precedenza! o ma guarda se è questo il modo di attraversare la strada! eccetera.
Non sono neanche riuscita a vedere il Danubio, e dire che ci ero andata apposta. In compenso c’è stata l’imprevista sosta al Tempio della Sarta (per gli amici Komolka), dove mi sono casualmente rifugiata da una pioggerellina, ignara delle meraviglie che vi avrei trovato. Visita consigliata a chiunque abbia un vago interesse per il taglio e cucito, soprattutto se alla ricerca di stoffe introvabili, loro sicuramente ce l’hanno. Alla vista di pellicciame con pelo lungo 10 cm, in ogni colore inclusi i maculati, ho dovuto ricacciare indietro lacrime di commozione. Per non parlare di sete, chiffon, rasi, perlinati e scintillamenti vari. E all’ultimo piano, tavoli enormi sui quali consultare, gratuitamente e sorseggiando caffè, libri e libroni di cartamodelli.
Infine, ecco un po’ di foto che ho scattato a Wiena, per vederle a tutto schermo click sul pulsante con le quattro frecce nel player qui sotto, oppure vai qui.
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