Il museo dell’ovvio
Mi piacerebbe molto visitare il Museo Ettore Guatelli. Gli oggetti esposti in questo museo non sono
pezzi rari o preziosi come quelli di molti musei tradizionali, ma erano cose d’uso comune, che ancora oggi conservano l’impronta di chi, usandole quotidianamente, le ha consumate fino al punto di farle diventare parte di sé.
Martelli, pinze, pale, forbici, botti, pestarole rivestono le pareti seguendo semplici motivi geometrici, riempiono i mobili e le mensole di questo museo, creando un effetto scenografico carico di suggestioni visive e capace di evocare, attraverso un linguaggio museografico inedito e svincolato da intenti realistici, gesti quotidiani di vita contadina. (cit.)
Bellissimo l’allestimento, che si basa su una disposizione scenografica degli oggetti, anche a parete. Una gioia per gli occhi e per i designer.
Solo apparentemente i motivi geometrici, come cerchi, archi, ellissi, diagonali – alla base delle composizioni di Guatelli – hanno una finalità estetica. Infatti il “mettere bene” le cose apparentemente poco significative è un accorgimento che serve ad attirare l’attenzione del visitatore su oggetti di poco valore ma di grande importanza antropologica. (cit.)
Il Museo Guatelli è a Collecchio, vicino Parma, nella Val Taro. Le indicazioni per raggiungerlo e gli orari di apertura.






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