La A sul Pianeta Fagiuolo
La A sul Pianeta Fagiuolo
Ieri sera grande debutto! Accorrete numerosi.
Segue una (auto)presentazione dello spettacolo e della compagnia.
In un’epoca a cavallo tra il medioevo francese, il tardo ottocento russo e gli anni ottanta si svolge l’epopea delle sorelle Duarte, paladine della sporcaccioneria ed ultimo baluardo dello zoppicante regno delle rosticcerie e dei negozi di scherzi e giuochi. Vittime di una devastante opera di colonizzazione, sono costrette a liberarsi dalle grinfie del terribile principe Vassilly Proteinosky che vuole impossessarsi della loro Tavola calda.
Scritta e diretta da Erika Manni e Stefano Romani, “La A sul Pianeta Fagiuolo” si presenta come una fiaba surreal-demenziale, concepita a colpi di non sense, con personaggi bislacchi e animali filosofi, per nevrastenici e amanti della quinta elementare. Con la coreografia di Francesca Baragli e le musiche di Luca Ricatti, lo spettacolo si avvale inoltre delle canzoni più folli sino ad ora mai ascoltate.
La compagnia teatrale dei Pantygans trae ispirazione dal misconosciuto drammaturgo e attore Ignatius Ignatius e dalle sue rivoluzionarie teorie sul teatro senza calzini. Ignatius, scomparso prematuramente quattro anni fa a causa di un mal di denti malcurato, sosteneva che l’utilizzo dei calzini rendeva l’attore troppo simile allo spettatore. Questo faceva scattare automaticamente un processo d’ immedesimazione che in una certa maniera rendeva meno poetico il momento teatrale. Il teatro infatti doveva essere un luogo in cui dimenticare le ansie della vita e vedere gli attori indossare dei calzini non aiutava di certo questo processo. Più tardi, in quella che fu una fase piuttosto confusa della sua vita, tale concetto si estese anche alle mutande e ai gomiti. Particolarmente rilevante nel teatro di Ignatius (e dei Pantygans) è anche il ruolo dato agli animali immaginari, ai proverbi, ai cappelli ed alle camminate sbilenche.






Commenti disabilitati
Non รจ possibile commentare questo articolo.