The Wannabe Bag

Qualche tempo fa arrivò nella mia mailbox cimbosa una missiva spedita dal freddo e lontano Nord, recante la firma di tal Fiottolino. Egli era giovine assai incline alle arti, come pur testimoniava il suo fedele diario, et apprezzando oltremisura gli esperimenti poco scientifici presentati ivi, si offriva spontaneamente et umilemente di ornare a pennello una borsa appositamente cucita dalla qui narrante.
Che noia scrivere così.
Insomma, per farla breve ecco il frutto di questo grandioso e avveniristico progetto: la borsa precedentemente conosciuta come Wannabe Bag, aka Lagatina Bag, aka Borsa Africana (ei Fiottolino, forse ho capito perchè!).
La borsa è un mirabile esempio di collaborazione a distanza e raffigura, nello stile pittorico che ormai ha fatto scuola – vi è infatti una corposa corrente artistica denominata lagatismo – l’amabile ritratto della musa ispiratrice dei lagatisti, un personaggio dai più ritenuto metafisico, oggetto di lunghi e reiterati dibattiti tra i critici d’arte più accreditati. Su ciascun manico appaiono raffigurati rispettivamente graziosi motivi vegetali, insieme a deliziosi piccoli gechi anch’essi metafisici e piccole muse volanti in foggia di api con il motto irrinunciabile che recita °Queen Bees and Wannabes°, che è poi la chiave di volta nella comprensione di questa opera.
Sul retro della borsa compaiono come casualmente oggetti di uso comune, appartenenti al mondo della vita quotidiana, a sottolineare un contrasto ed una opposizione paritetica tra il davanti, metafisico, ed il retro, terreno: metafora densa e complessa, interpretabile a più livelli. Tutte le cose non nascondono infatti un lato terreno e materiale? L’uomo non è alfine esso stesso creatura divina e terrena allo stesso tempo? In questo vasto e molteplice fondo interpretativo si inserisce poi il tema dell’ironia, che trova spazio, quasi in punta di piedi, nella raffigurazione dei dettagli dei piccoli oggetti quotidiani, dove nomi e marche vengono trasfigurati in una operazione di sovversione comunicativa e visiva.
E infine, il documento e la traccia più importante, del materiale scottante che verrà sicuramente conteso tra le gallerie d’arte di tutto il mondo, la testimonianza che attesta il backstage emotivo dell’opera e allo stesso tempo la prova dell’esistenza di ciò che per molti era soltanto immagine e sogno:
For international readers, if any: after your warm and countless replies to my previous english post, I’m going to cry loud and get lost and desperate. Anyway. This purse is a collaborative project between me and this guy: he painted it, and I sewed and lined it. That’s all folks!






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